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  • LA FAUNA

 

La Calabria, soggetta a varie glaciazioni ed a diverse mutazioni delle caratteristiche vegetazionali, ha ospitato nella sua evoluzione, specie animali molto varie, la cui individuazione e classificazione è stata possibile grazie a numerosi ritrovamenti fossili. È certa la presenza, nelle varie ere, di ippopotami, elefanti, bisonti, orsi e cervi. Gli ultimi a scomparire, e non per cause naturali quanto piuttosto per la caccia a cui erano sottoposti dall'uomo, sono stati l'orso ed il cervo. Di quest'ultimo si hanno tracce sino all'inizio di questo secolo

Ovviamente la scomparsa di specie animali comporta quasi sempre un impoverimento dell'ecosistema ed è contro questa tendenza che si muove la gestione delle aree protette. Ad esempio, il solo fatto che in Sila ed in Aspromonte sia presente il lupo (foto sopra), il più grande predatore carnivoro che chiude il ciclo della catena alimentare, giustificherebbe l'istituzione del Parco.
Ma sono comunque tante le specie degne di rilievo e di cui faremo la conoscenza nell'ambito della loro suddivisione in classi: mammiferi e uccelli. Il territorio del parco, caratterizzato dal frazionamento in tre aree, ospita la fauna tipica delle zone appenniniche. Le differenze botaniche ed orografiche fra la Sila e l'Aspromonte, nonché l'ubicazione geografica delle tre zone, fanno si che il complesso delle specie faunistiche presenti nel parco sia vicendevolmente arricchito.
MAMMIFERI


Come appena accennato, un posto di primaria importanza è rivestito dal lupo (Canis lupus). Dal 1991 è in atto uno studio volto ad accertare la consistenza numerica delle popolazioni di lupi nelle tre zone parco ed a valutare le potenzialità dell'ecosistema. La presenza del lupo è stata valutata in alcune decine di esemplari e, accertate le cause del decremento di popolazione avutosi negli anni 70-80, si stanno impostando i piani di riqualificazione ambientale per ricostituire i vari anelli della catena alimentare e stabilizzare così le presenze faunistiche.

Il lupo (foto sopra) è stato sempre oggetto di caccia da parte dei pastori a causa dei danni che provoca al bestiame domestico. Gli assalti alle mandrie ed ai greggi sono motivati, nel corso di questo secolo, dalla progressiva scomparsa delle principali prede selvatiche del carnivoro: il cervo ed il capriolo.

Per ristabilire l'equilibrio naturale e diminuire il rischio di contatto tra il lupo ed il bestiame domestico, quindi, indirettamente con l'uomo, la direzione del Parco avviò negli anni '70, anche un progetto di ripopolamento del capriolo e nel 1989 di reimmissione del cervo nelle aree silane. Per i due grandi ungulati l'attuale situazione è senz'altro positiva. Dall'azienda faunistica "Golia S. Michele", in Sila Grande, è stato riammesso in libertà il capriolo che attualmente è diffuso su tutto l'altipiano silano. Manca in Aspromonte, dove, tra l'altro, l'orografia estremamente accidentata rende poco agevole il pascolo.

Il cervo (foto sopra) sarà riammesso in libertà non appena le presenze all'interno della zona di ambientamento saranno sufficienti a coprire con continuità il fabbisogno numerico delle aree libere. Anche in questo caso il programma non interesserà l'Aspromonte che mal si adatta a questa specie.

La situazione si inverte quando si parla del cinghiale. Quest'altro grande mammifero è estremamente numeroso nella zona meridionale del parco dove trova l'optimum nelle vallate scoscese e ricche di castagni ed essenze quercine, abbondante anche in Sila Piccola, presente con sporadici esemplari in Sila Grande, dove la natura del bosco a dominanza assoluta di pino laricio ad alto fusto non offre buon rifugio ed adeguata alimentazione. Molto numerosa è la rappresentanza dei piccoli carnivori, presenti ugualmente in Aspromonte ed in Sila. Partendo dalla importante presenza del gatto selvatico, troviamo anche il tasso, la volpe, la faina, la puzzola, la donnola e la martora che rappresenta il maggior nemico di un altro simpatico ospite del parco: lo

scoiattolo (foto sotto). La specie presente nel parco, ed in generale nell'Italia meridionale è diversa da quella conosciuta nel resto d'Italia e d'Europa. Presenta un caratteristico manto nero con il ventre ed il petto bianco e le dimensioni del corpo e della coda maggiori rispetto agli altri scoiattoli. Nel dialetto locale è conosciuto come "zaccanella" o “zaccanedda" per la sua vivacità

Altri roditori presenti nel parco sono il ghiro, il quercino, il moscardino, topi selvatici e toporagni ed il driomio. Quest'ultimo è estremamente raro e diffuso esclusivamente in alcune zone della Sila Grande, dell'Aspromonte e del Pollino. Si tratta di una specie estremamente simile al ghiro, di cui ricalca le abitudini. È più piccolo e si differenzia dal ghiro per la mascherina nera e dal quercino per la coda pelosa ma di colore uniforme.

UCCELLI


Il popolamento ornitico nidificante del parco è costituito da un consorzio di specie tipiche degli ambienti boschivi sud-appenninico. Nell'area, per esempio, si constata la presenza di buona parte delle specie piciformi: Picchio nero che è una delle specie di maggior interesse faunistico ed il cui areale trova in Sila la punta più meridionale d'Europa, picchio verde, picchio rosso maggiore picchio rosso mezzano, anch'esso estremamente importante e picchio rosso minore. Altre specie tipiche del livello corticale sono il torcicollo, il picchio muratore ed il rampichino.
Anche i rapaci sono ben rappresentati, con numerose specie sia diurne che notturne. Poiane e gheppi trovano ampi territori di caccia sia in Sila che in Aspromonte. L'astore e lo sparviere frequentano i boschi silani mentre il falco pellegrino è più diffuso in Aspromonte dove nidifica l'aquila del Bonelli. Di notte il parco si popola di gufi (foto sotto), allocchi e civette che trovano facili prede nella ricca fauna del sottobosco.

Data la presenza di grosse estensioni boscate, alternate a prati, pascoli e zone cespugliate, zone umide e corsi d'acqua, possiamo facilmente incontrare numerose altre varietà di uccelli. Nelle zone boscate troviamo il colombaccio, la ghiandaia, che preferisce la mescolanza fra pino laricio e cerro, il luì piccolo ed il luì verde, quest'ultimo più diffuso in faggeta, la cincia mora, la cinciarella e la cinciallegra che spazia fra bosco e zone aperte, il crociere ed il cuculo, famoso sia per il caratteristico canto sia per il comportamento parassita che lo porta a deporre le proprie uova nei nidi di altri uccelli, per farle covare. L'upupa è presente stagionalmente, dalla tarda primavera all'autunno. Dove il bosco è più raro o addirittura si alterna a zone cespugliate vivono, nutrendosi anche delle numerose bacche offerte da vari arbusti, l'averla piccola, lo scricciolo, la capinera, il codirosso, il cardellino ecc. I prati e comunque gli spazi più aperti sono preferiti dal saltimpalo, dal codirosso spazzacamino o dal fringuello che è la specie in assoluto più diffusa nel parco. Altra specie diffusissima è la cornacchia grigia che colonizza tutte le zone a maggior presenza antropica. Al contrario di queste ultime due specie, molto raro nel parco è il corvo imperiale, presente con alcune coppie. Concludendo la breve "escursione" dei vari ambienti, un cenno va fatto anche alle presenze avifaunistiche delle zone umide. Sulle sponde del lago Cecita, in Sila Grande, si fermano numerose specie migratrici come l'airone cenerino, il germano reale, lo svasso maggiore e, molto raramente, il tuffetto e lo svasso piccolo. Lungo i numerosi corsi d'acqua possiamo trovare la ballerina gialla e la ballerina bianca ed ancora il merlo acquaiolo o il rondone pallido, quest'ultimo abbastanza raro ed individuato in alcuni esemplari nidificanti in prossimità della confluenza del torrente Cecita nel lago.

FAUNA ITTICA, ANFIBI E RETTILI
Un ultimo e brevissimo cenno va fatto sulla fauna che popola le acque dei fiumi Tacina, Lese, Neto e Cecita. La specie regina è in questo caso la trota. Presenti anche il triotto ed il cobite comune. L'erpetofauna è ben rappresentata sia da anfibi che da rettili.
Fra i primi sono facilmente riconoscibili la salamandra e la salamandrina dagli occhiali (foto sotto) che normalmente ha una colorazione dorsale scura ma in Calabria viene riscontrata con un fenotipo più chiaro, l'ululone dal ventre giallo, il rospo comune ed il rospo smeraldino, ed ancora numerose rane fra cui la raganella, la rana verde e la rana appenninica.

Fra i rettili è rilevante la presenza della vipera comune con tre fenotipi, a dorso grigiastro, a dorso scuro e ventre chiaro, e quello completamente nero. È l'unico rettile il cui morso può essere pericoloso per l'uomo. Altri rettili sono: il ramarro, la biscia dal collare (foto sotto), il biacco ed il colubro liscio.