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Artigianato calabrese
Il
passato lo si riscontra negli strumenti, che hanno una storia di
millenni, nell'intimo legame con l'arte magno-greca e nei tanti
riferimenti a simboli e riti magici. Il recupero e la
testimonianza delle conoscenze e delle tecniche di lavorazione
di una serie di attività, che faticosamente si custodiscono, si
contrappongono al pericolo dell'oblio, dell'estinzione di
un'arte che proietta nelle sue opere la vita e la cultura di un
popolo [...] Ancora più pregna di storia è l'arte della
ceramica, che necessita di fasi operative sostanzialmente
immutate nel tempo: la preparazione dell'impasto di argilla, la
modellazione dell'oggetto a mano o al tornio oppure a stampo,
l'essiccazione all'aria o in determinati ambienti, il
rivestimento della superficie per renderlo impermeabile, la
decorazione e la cottura. I boccali e i bumbuli
rievocano, spesso, le guise dei recipienti arcaici della
Megale Hellas e dell'antica Roma. La produzione è ricca e
variegata; risaltano le maschere apotropaiche, le smaltate di
Bisignano, le figurine di arti e mestieri, lavorate a Rogliano,
le ceramiche di Belvedere, caratterizzate da motivi floreali di
stampo bizantino, i vasi di Altomonte e Roseto. Sovente si va al
di là della mera funzionalità del prodotto. I ceramografi,
privilegiando la decorazione nel rapporto con la forma, fanno di
questi oggetti testimonianze di dipinti eccellenti. Le ombre e
le sfumature conferiscono plasticità e volume, gli effetti di
luce e il contrasto dei colori creano figure di reale valenza
pittorica. [Cesare Di Cola in "Tesori della tradizione"]
Nei tempi passati l’unica via ai collegamenti interni erano le
"fiumare" che nei periodi invernali divenivano praticamente
impraticabili per le piene e così la gente del posto, costretta
all’isolamento dovuta alla precarietà nei collegamenti e
nell’impossibilità di effettuare scambi, doveva adoperarsi
all'autosufficenza produttiva per la sua necessità quotidiana.
Lo stesso stimolo ancora oggi vive nelle produzioni artigianali
e questo giustifica il perchè del seguire ancora nel tempo la
vecchia tradizione artigianale. Anche sotto l'aspetto
tecnologico non ci sono stati profondi mutamenti e troviamo
ancora gli strumenti simili per la lavorazione dell’artigianato
a quelli di duemila anni fà.
L'arte della tessitura forse è tra quelle che ha origini più
antiche in Calabria ed, nei suoi paesini dell'interno, è ancora
possibile ammirare una tessitrice al lavoro. Di grande valore
sono la produzione di arazzi, ricami, merletto a tombolo, sete e
damaschi. Da non dimenticare che l’antica tessitura ha fatto
della gelsicoltura in Calabria una delle attività più fiorenti
già dai primi del novecento, ma oggi soppravvive quasi solamente
a Scilla. Sono molto rinomati e per questo sono molto le
richieste di vancali di Tiriolo e di stoffe variopinte (pezzare)
di Samo.
A Brognaturo e Melissa i maestri artigiani del luogo, utilizzano
le radici ricavate dall’erica arborea per lavorare la preziosa
radica dell’Aspromonte e creare capolavori di pipe fiammate da
collezione.
L’artigianto calabro continua con la lavorazione del ferro
battuto e del rame a Serra San Bruno, dell'oro e argento a
Crotone, del vetro a Bagnara, del vimine e della paglia a San
Giorgio Morgeto, Cosenza, Soriano Calabro, Delianuova,
Polistena, Vibo Valentia, e Gallico.
La produzione di ceramica e terracotta, la cui origine risale ai
tempi del neolitico, può avere caratteristiche popolane oppure
somigliare molto ai modelli di quelle greche e romane rinvenute
negli scavi di Sibari. La lavorazione della creta avviene
completamente a mano sui torni a pedale e cotta all’antica
maniera nei forni. Molto pittoresche le figurine dei briganti o
di acquaiole e quelle dei pupi per il presepe che rappresentano
gli antichi mestieri.
La grande quantità di legno presente nella regione calabrese,
dovuta ai boschi della Sila e dell’Aspromonte, ha permesso sin
da tempi remoti uno sviluppare dell’artigianto nel legno con
tantissime forme e fedelmente legata alle tradizioni. Una delle
forme più originali nella produzione del legno è quella chiamata
“arte dei pastori” La lavorazione è rimasta sempre la stessa e
ancora oggi si preferisce usare la tecnica dell'intaglio a mano
non usando i moderni macchinari.
Caratteristica è la produzione di strumenti musicali di
altissimo pregio in particolar modo quella di liutai a Bisignano
e la costruzione degli zufoli in canna a San Luca e Platì.
La regione Calabria nel corso delle diverse denominazioni
storiche è stata fortemente influenzata dalle usanze ed
abitudini alimentari da vari popoli che l’hanno conquistata ed
abitata.
Particolarmente ricco è il campo dell’artigianato dolciario nel
quale prevalgono i mostaccioli confezionati con farina e miele a
forma di pesci, carretti, cavalli e fiori.
In campo alimentare la produzione e la trasformazione degli
agrumi rimane una delle attività principali e redditizie; basti
pensare al bergamotto un frutto che in tutto il mondo cresce
solo in una piccola zona, posta sul mare in provincia di Reggio
Calabria, e rappresenta la base principale dei migliori profumi.
Altro prodotto tipico e prezioso è la soppressata e la ‘nduja
salumi calabresi ancora preparato a casa da molte famiglie per
chi ama sapori forti e decisi